La nazionale cinese ha quindi un nuovo C.T. nello spagnolo Jose Antonio Camacho, 56enne spagnolo, che sostituisce Gao Hongbo, esonerato dopo due stagioni. Primo obiettivo di Camacho, come dichiarato dal nuovo allenatore, è quello di portare la Cina ai mondiali del 2014. La nazionale cinese era assente dai mondiali del 2010 e quest'anno ha anche mancato la qualificazione alla prossima Asian Cup che si giocherà a Doha. Primo appuntamento, fra meno di tre settimane, contro Singapore, con Giordania e Iraq come altri avversari del girone. E' stata giusta la mossa della Federcalcio cinese? La critica si è divisa sull'atteggiaemnto nei confronti di Gao: per alcuni l'ormai ex tecnico aveva fatto bene, con la Cina imbattuata negli ultimi cinque matches amichevoli e con vittorie contro Honduras, Uzbekistan e North Korea. Per altri, i risultati mancavano, come dimostrato appunto dalla mancata qualificazione alla prossima Asian Cup. L'ultima vittoriosa amichevole, 1-0 contro la Jamaica, non ha salvato il posto a Gao. Vedremo cosaì farà l'ex Real Madrid con una nazionale espressione di un movimento in crescita. La CSL, la massima lega cinese, si è data da fare negli ultimi tempi per far parlare di sé...l'ultimo botto è stato Dario Conca, 27 anni, andato a rinforzare le fila del neopromosso Guangzhou Evergrande con un contratto da 10,2 milioni di euro a stagione. Anche dal campionato italiano sono arrivati alcuni rinforzi, come l'ex genoano Masiero, l'ex reggino Leon e l'ex laziale Fabio Firmani,che hanno deciso di giocare nella Super League. L'ultimo nome è quello dell'ex leccese Fabiano, difensore brasiliano che, dopo essersi svincolato a parametro zero, ha firmato un contratto triennale con lo Shandong Luneg. Qualche big anche fra i tecnici, come il francese Philippe Troussier, ex allenatore del Giappone, che guida lo Shenzhen Ruby o come gli olandesi Jo Bonfrere e Arie Haan, rispettivamente alla guida di Henan Construction e Tianjin Teda. Tutti segnali di una crescita per il calcio cinese. “La nostra sede di allenamento ha 72 stanze a 4 stelle, numerosi uffici e camere da letto, 6 campi d'allenamento, una meravigliosa palestra, una sauna ed ogni altra cosa a cui tu possa pensare,'' ha detto Lawrie McKinna, australiano alla guida dei Chengdu Blades. Attualmente, la CSL ha 16 clubs. E' la stagione del riscatto dopo l'anno nero 2010, nel quale 3 ex vice-presidenti della CFA, alcuni arbitri e giocatori sono stati coinvolti nello scandalo delle partite truccate. A partire dal 2009, inoltre, la CSl permette ai propri clubs di firmare un giocatore straniero proveniente dalla AFC. All'inizio della stagione 2011, i 16 teams CSL avevano sotto contratto 23 giocatori proveneinti da altre federazioni asiatiche, soprattutto da Corea del Sud e Australia. Dall'epoca di Ahn Jung-hwan, il trend di giocatori coreani arrivati in Cina è cresciuto. Dopo l'ex Perugia, altre star coreane sono arrivate ed ora troviamo nella CSL giocatori come Cho Won-hee e Kim Jin-kyu o la star nascente del calcio coreano, Kwon Jip. Ma la nuova frontiera del calcio opulento non è riesciuta ancora a produrre risultati a livello nazionale. Il Paese con il maggior numero di abitanti del mondo non riesce a produrre 20 giocatori in grado almeno di giocarsi il titolo di nazione No.1 d'Asia. Forse questo dipende da una organizzazione che deve ancora crescere o dalla difficoltà per un popolo come quello cinese di costruire qualcosa a livello di sport di squadra, dove i cinesi sembrano soffire di una certa idiosincrasia al concetto di collettivo (proprio loro che fanno, o facevano, di questro principio una regola politica). Non dipende certamente dagli sforzi fatti dalla Federazione, che constringe i clubs professionistici a dotarsi di selezioni U19, U17, U15 e U10 e ad investire una buona parte del loro budget nel sistema della formazione dei calciatori. Qualche buon giocatore cinese ha calcato palcoscenici più prestigiosi, come l'ex Manchester City Sun Jihai, l'ex Celtic Zheng Zhi o Shao Jiayi, attualmente in forza all'MSV Duisburg. Sulle loro orme, Hao Junmin, dello Schalke 04. La Cina punta comunque forte su Camacho: la CFA concederà al tecnico un triennale con un salario annuale da 2.8 milioni di euro, mentre il compenso totale per Camacho ed i suoi tre assistenti porta la spesa annua per la Federazione a 4.3 milioni di euro, premi esclusi.
Tutto quello che volete sapere sul calcio europeo, americano e asiatico...Sakka, soccer, futebol...100 modi di dire calcio.
domenica 14 agosto 2011
giovedì 11 agosto 2011
Collapse of lines
So, Japan downplayed South Korea with its 3-0 victory. South Korean manager Cho Kwang-rae has described the loss as an “important lesson”. But this loss also raised up many questions about Cho Kwang-rae's tenure with the National Team. It was a friendly match, but a special one. And it ended with the biggest defeat to Japan since Korea lost 4-1 in 1974. The Japanese showed to be too much strong. Cho's attacking trio simply dind't work. Monaco's forward, Park Chu-young, had not support by Gamba Osaka's Lee Keun-ho and VfL Wolfsburg's Koo Ja-cheol. The absences of injuried Lee Chung-Yong; of Ji Dong-Won, remained in England with Sunderland; and of Hamburg forward Son Heung-Min, were too much for Korean side. Koreans best chance to score happened just on the 75th minute, when midfielder Koo Ja-Cheol missed a great opportunity to mark a consolation goal. "Should the front-line offense have done their job, we could have had a good result,” Cho said. But truth is that the players up front never had clear scoring chances. Midfield, with Ki Sung-yeung and Co., was a mess. On the flanks, japanese players have done that they want. Cha Du-ri showed his defensive lacks. Problem is also that among Korean media the key point for the loss was identified in the absence of veterans Park Ji-Sung and Lee Young-Pyo. The performance against Samurai Blue was disappointing but there are doubts that Park and Lee could have made a difference. Cho has to try to insist on players such as Lee Keun-ho or Kim Bo-kyoung, eight goals in the J-League until now. On the left, full-back Kim Yong-Chol went out early so you can't judge him. A poor showing can't destroy soon all the work. Despite some adjustments to do (i.e. on defence), this is a long-term work. And instead that those come backs, a better perspective could be to throw young men into the international scene. You can try some experiments. The 2014 WC qualifiers, with South Korea alongside Kuwait, Lebanon and the United Arab Emirate, will be probably less tougher that this Japan match.
mercoledì 10 agosto 2011
Japan rallied South Korea
Japan extended its run of consecutive good results against South Korea overcoming the rivals 3-0. Samurai Blue side controlled the game from the start and didn't let it down until the last 20 minutes, when the score was already secured. In that span of time, Koreans built their best scoring chances. Japan's development continues under Alberto Zaccheroni. Zac's side started with an usual 4x2x3x1: Italian manager opted to line up Keisuke Honda as No. 10 behind the lone forward Tadanari Lee, with Shinji Kagawa on the flank. Yuichi Komano went to play as left back, opposite to Atsuto Uchida: both was penetration threats moving up front. The Samurai Blue pilled up a lot of scoring chances in the first half but no goals there. That changed in the 30 minute thanks to Kagawa. Japan retained the ball well and dominated with a high percentage of ball possession. Zaccheroni chosen to use a modern version of the 4x2x3x1 system with more flexibility: the wingers went from the outside to create spaces for the overlapping moves by the half backs. That created some problems for Korea, specially when their half backs was following the opponents' wings while the Korean flankers was not making the same against Komano and Uchida. The three attacking midfielders behind Lee gave Japan the depth while Komano and Uchida provided width. Maya Yoshida and Yasuyuki Konno played well in the centre of the defense and both retained the back line high up. The team was well placed to pressure immediately the Koreans every time they had the ball after Japan was losing the ball possession. On the defensive phase, Yasuhito Endo and Makoto Hasebe was able to help the back line also giving midfield support in the offensive phase.
martedì 9 agosto 2011
Escola português
Non soltanto José Mourinho o André Villas-Boas, rispettivamente al Real madrid ed al Chelsea. Questo è il momento degli allenatori portoghesi. C'è stato un tempo in cui nel mondo andavano di moda gli allenatori Brasiliani. Soprattutto nei Paesi arabi erano molto ricercati e, così, i vari Mario Zagallo o Vanderley Luxemburgo solcavano l'oceano alla ricerca di dollari, spesso ptrol-dollari. Ora, invece, c'è un nuovo trend nel calcio mondiale: quello di affidarsi a tecnici portoghesi. Uno degli ultimi, Carlos Carvalhal, che ha di recente firmato con i turchi del Besiktas, dove giocano anche Ricardo Quaresma, Simão Sabrosa, Hugo Almeida e Manuel Fernandes.In Scozia, agli Hearts of Midlothian, allena Paulo Sérgio, la scorsa stagione allo Sporting Lisbona. Sempre in Europa, al Lokomotiv Mosca, lavora il tecnico Josè Couceiro, 48enne con un passato nel Porto e nella nazionale della Lituania, passato anche lui dallo Sporting Lisbona. Dopo una esperienza non positiva con il malaga, da novembre si trova in Grecia, al Panathinaikos, Jesualdo Ferreira, tre titoli vinto nella Primeira Liga portuguesa, due Taças de Portugal ed una Supertaça con il Porto. Sempre in Gracia, allena la nazionale, erde di Otto Rehagel, il 56enne Fernando Santos, ex allenatore del PAOK Salonicco, Panathinaikos e AEK. Dal 2001 allena l'Al-Ahly in Egitto Manuel José, quattro campionati e quattro Champions Leagues africane vinte, ex allenatore fra le altre di Espinho, Vitória de Guimarães, Portimonense SC, Braga, Benfica, e soprattutto Boavista, dove vinse una Taça de Portugal ed una Supertaça. In Oriente sono finiti Nelo Vingada e Jaime Pacheco. All'FC Dalian Shide in cerca di riscatto, dopo essere passato dai coreani dell'FC Seoul, il primo, mentre, dopo un'esperienza in Arabia Saudita, nell'Al Shabab, Pacheco guida attualmente il Beijing Guo'A n. Negli Emirati c'è Carlos Azenha, ex assistente nel Porto, appena ingaggiato dallo Sharja. Tornando nel Vecchio Continente, Jorge Costa allena i rumeni del Cluj, fra i favoriti per il titolo, dopo esperienze in Patria con Olhanense e Académica. Tutto questo mentre in Portogallo sono tutti portoghesi gli allenatori dei 16 club che parteciperanno alla Liga 2011-12. E per di più molti sono giovani: ben sei sono under 40, per la precisione Pedro Caixinha (União de Leiria), 40; Rui Bento (Beira-Mar), 39; Leonardo Jardim (Sp. Braga), 37; Pedro Emanuel (Académica), 36; Ivo Vieira (Nacional), 35; Bruno Ribeiro (Vit. Setúbal), 35. Anche tutte le grandi sono alleante da tecnici indigeni: oltre a Jorge Jesus con il Benfica, anche Sporting Lisbona e Porto si affidano ad allenatori nazionali. Al Porto troviamo Vítor Pereira, la cui carriera è passata per Sporting de Espinho e Santa Clara prima di diventare assistente allenatore nel Portola scorsa stagione. Lo Sporting Lisbona ha scelto Domingos Paciência, artefice del miracolo Sporting Braga. Al suo posto, il Braga ha scelto Leonardo Jardim, prossimo enfant prodige della nouvelle vague portoghese. Da notare chem dei 16 allenatori, 4 non hanno avuto esprienze da calciatore: Manuel Machado, Daúto Faquirá, Leonardo Jardim e Pedro Caixinha. A dimostrazione che in Portogallo, ancora una volta, si guarda alle qualità presenti e non a quelle passate. In tutto questo, un fattore importante lo ha giocato la nuova metodologia della periodização táctica
Una metodologia che ha rivoluzionato il modo di guidare le squadre di calcio e che molti tecnici portoghesi adottano o cercano di adottare. Un tempo il calcio portoghese importava giocatori ed allenatori: ora esporta gli uni e gli altri.
Não só José Mourinho e André Villas-Boas, respectivamente em Real Madrid e em o Chelsea. Este é o momento do treinadores portuguêses. Houve um tempo quando no mundo estava na moda dos treinadores brasileiros. Especialmente nos países árabes e o vários Mario Zagallo e Vanderley Luxemburgo navegou o oceano em busca de dólares, muitas vezes petrol-dólares. Agora, porém, há uma nova tendência no futebol mundial: a confiança em os treinadores portuguêses. Um dos últimos, Carlos Carvalhal, que recentemente assinou com os turcos do Besiktas, onde também desempenham Ricardo Quaresma, Simão Sabrosa, Hugo Almeida e Manuel Fernandes. In Escócia, em os Hearts of Midlothian, es o treinador Paulo Sérgio, na última temporada no Sporting Lisboa. Também na Europa, o Lokomotiv Moscovo tem como técnico José Couceiro, 48 anos, com um pasado em o FC Porto e na selecção nacional na Lituânia, e que também passou para o Sporting de Lisboa. Após de uma experiência com Málaga, é desde novembro na Grécia, em Panathinaikos, Jesualdo Ferreira, que ganhou três títulos da Liga Primeira Portuguesa com FC Porto. Também em Gracia trabaja Fernando Santos, 56, ex-técnico do PAOK Salónica, Panathinaikos e AEK. Desde 2001, trens no Al-Ahly, em Egito, Manuel José, que ganhou quatro campeonatos Africano e quatro Ligas dos Campeões e que que foi treinador do Espinho, Vitória de Guimarães, Portimonense SC Braga, Benfica e Boavista, onde tendo ainda conquistado uma Taça de Portugal e uma Supertaça. No Oriente, Nelo Vingada é director do um Dalian Shide FC em busca de redenção, depois de uma temporada com o FC Seul. E depois de ter trabalhado na Arábia Saudita, Jaime Pacheco está atualmente dirigindo o Beijing Guo'A n. No Sharjah, nos Emirados, há Carlos Azenha, ex-assistente no FC Porto. De volta ao Velho Continente, Jorge Costa trens romenos do Cluj, entre os favoritos para o título, depois de experiências em casa com Olhanense e Académica. No entretanto, todos os treinadores dos 16 clubes que irão participar na Liga 2011-12 são portugueses. Entre eles, muitos são jovens: seis tiveram menos de 40 anos, para ser preciso Caixinha Pedro (União de Leiria), 40; Rui Bento (Beira-Mar), 39; Leonardo Jardim (Sp. Braga), 37, Pedro Emanuel ( Académica), 36; Ivo Vieira (Nacional), 35, Bruno Ribeiro (Vitoria Setúbal), 35. Apesar de todos, os grandes do futebol português têm técnicos indígenas: o Benfica com Jorge Jesus, mas também Sporting Lisboa e Porto contam com treinadores nacionais. No Porto é Vítor Pereira, cuja carreira passou por Sporting de Espinho e Santa Clara antes de fazer-se en um assistente técnico na temporada passada em o clube. Sporting de Lisboa optou por Domingos Paciência, criador do milagre Sporting Braga. Em seu lugar, o Braga tem assinado contrato com Leonardo Jardim, o próximo prodígio Português. Por favor, note chem, de 16 treinadores, quatro não tiveram uma experiência como jogador: Manuel Machado, Daúto Faquirá, Leonardo Jardim e Pedro Caixinha. Este prova que em Portugal, âncora uma vez, as qualidades presente são mais importante que aqueles velhos Em tudo isso, tem importância a Periodização Táctica, um método que revolucionou a forma de conduzir as equipes de futebol e que a maioria dos treinadores adota . Uma vez o futebol Português importaba jogadores e técnicos: agora exporta seus.
Una metodologia che ha rivoluzionato il modo di guidare le squadre di calcio e che molti tecnici portoghesi adottano o cercano di adottare. Un tempo il calcio portoghese importava giocatori ed allenatori: ora esporta gli uni e gli altri.
Não só José Mourinho e André Villas-Boas, respectivamente em Real Madrid e em o Chelsea. Este é o momento do treinadores portuguêses. Houve um tempo quando no mundo estava na moda dos treinadores brasileiros. Especialmente nos países árabes e o vários Mario Zagallo e Vanderley Luxemburgo navegou o oceano em busca de dólares, muitas vezes petrol-dólares. Agora, porém, há uma nova tendência no futebol mundial: a confiança em os treinadores portuguêses. Um dos últimos, Carlos Carvalhal, que recentemente assinou com os turcos do Besiktas, onde também desempenham Ricardo Quaresma, Simão Sabrosa, Hugo Almeida e Manuel Fernandes. In Escócia, em os Hearts of Midlothian, es o treinador Paulo Sérgio, na última temporada no Sporting Lisboa. Também na Europa, o Lokomotiv Moscovo tem como técnico José Couceiro, 48 anos, com um pasado em o FC Porto e na selecção nacional na Lituânia, e que também passou para o Sporting de Lisboa. Após de uma experiência com Málaga, é desde novembro na Grécia, em Panathinaikos, Jesualdo Ferreira, que ganhou três títulos da Liga Primeira Portuguesa com FC Porto. Também em Gracia trabaja Fernando Santos, 56, ex-técnico do PAOK Salónica, Panathinaikos e AEK. Desde 2001, trens no Al-Ahly, em Egito, Manuel José, que ganhou quatro campeonatos Africano e quatro Ligas dos Campeões e que que foi treinador do Espinho, Vitória de Guimarães, Portimonense SC Braga, Benfica e Boavista, onde tendo ainda conquistado uma Taça de Portugal e uma Supertaça. No Oriente, Nelo Vingada é director do um Dalian Shide FC em busca de redenção, depois de uma temporada com o FC Seul. E depois de ter trabalhado na Arábia Saudita, Jaime Pacheco está atualmente dirigindo o Beijing Guo'A n. No Sharjah, nos Emirados, há Carlos Azenha, ex-assistente no FC Porto. De volta ao Velho Continente, Jorge Costa trens romenos do Cluj, entre os favoritos para o título, depois de experiências em casa com Olhanense e Académica. No entretanto, todos os treinadores dos 16 clubes que irão participar na Liga 2011-12 são portugueses. Entre eles, muitos são jovens: seis tiveram menos de 40 anos, para ser preciso Caixinha Pedro (União de Leiria), 40; Rui Bento (Beira-Mar), 39; Leonardo Jardim (Sp. Braga), 37, Pedro Emanuel ( Académica), 36; Ivo Vieira (Nacional), 35, Bruno Ribeiro (Vitoria Setúbal), 35. Apesar de todos, os grandes do futebol português têm técnicos indígenas: o Benfica com Jorge Jesus, mas também Sporting Lisboa e Porto contam com treinadores nacionais. No Porto é Vítor Pereira, cuja carreira passou por Sporting de Espinho e Santa Clara antes de fazer-se en um assistente técnico na temporada passada em o clube. Sporting de Lisboa optou por Domingos Paciência, criador do milagre Sporting Braga. Em seu lugar, o Braga tem assinado contrato com Leonardo Jardim, o próximo prodígio Português. Por favor, note chem, de 16 treinadores, quatro não tiveram uma experiência como jogador: Manuel Machado, Daúto Faquirá, Leonardo Jardim e Pedro Caixinha. Este prova que em Portugal, âncora uma vez, as qualidades presente são mais importante que aqueles velhos Em tudo isso, tem importância a Periodização Táctica, um método que revolucionou a forma de conduzir as equipes de futebol e que a maioria dos treinadores adota . Uma vez o futebol Português importaba jogadores e técnicos: agora exporta seus.
lunedì 8 agosto 2011
WikiLeaks Benfica
Il Benfica aveva iniziato la scorsa stagione da campione in carica, per venire poi totalmente battuto dal Porto. Certamente le perdite dei vari Ramires e Angel Di Maria hanno danneggiato l'XI di Jorge Jesus, ma è anche vero che, in generale, la scorsa stagione è stata sottotono per le Aquile di Lisbona. Per la prossima stagione sono arrivati un bel pò di nuovi giocatori, come i vari Artur, Ezequiel Garay e Joan Capdevila in difesa e il conteso Axel Witsel a centrocampo. Per la nuova stagione, Jorge Jesus sembra orientato a proporre un 4x2x3x1. Abbandonato quindi il tradizionale 4x3x1x2 delle ultime stagioni? Non è detto. A Jesus è stato domandato dopo la partita vinta contro l'Arsenal per la coppa Eusebio se dovremo aspettarci un Benfica ad una o due punte in stagione: «Se olharmos para o jogo de hoje, na primeira parte jogámos com dois pontas-de-lança e na segunda com um e meio...» -- «se guardiamo alla partita di oggi, nella prima parte abbiamo giocato con due punte e nella seconda con una e mezza...». L'argentino Aimar confessò tempo fa di preferire questo sistema di gioco, secondo lui più congeniale alle sue caratteristiche. Anche Esteban Cambiasso ha applaudito la decisione di Jorge Jesus di trovare una nuova posizione a Aimar. Ad imparare a giocare nel nuovo sistema dovrà essere Nolito, esterno proveniente dal 4x3x3 del barcellona B. Nel nuovo 4x2x3x1, Jesus può utilizzare due mediani come Javi García e Witsel, dietro a Gaitán, Aimar e Nolito, con Saviola centravanti. Oppure, più difensivo, potrà optare per l'inserimento di Nemaja Matic al fianco di Javi García davanti alla difesa. Nel 4x2x3x1, la chiave è Witsel, che può giocare da centrocampista centrale nelle partite in cui si può rischiare o da 10 in quelle in cui si vuole maggiore copertura. Con queste soluzioni, però, sorgono due problemi che andranno risolti: le capacità difensive di Witsel e che fine faranno Óscar Cardozo e Carlos Martins. Non a caso, riguardo al secondo punto, nella partita di ritorno con il Trabzonspor, finita 1-1 e che ha dato al Benfica la qualificazione al playoff della Champions League, o Liga dos Campeões, Cardozo, l'anno scorso punta centrale con Saviola che si muoveva intorno, è finito in panchina. Fra l'altro il paraguaiano ha dichiarato la sua apertura alle sirene turche, desideroso di monetizzare l'ultimo contratto della carriera. Riguardo Carlos Martins, il centrocampo così composto toglie spazio al giocatore.
Paradigma Diego
E' arrivato ed ha subito portato con sé il naturale entusiasmo che lo contraddistingue. Diego Maradona ha incominciato il suo nuovo lavoro come head coach dell'Al Wasl Club. Stanco per il viaggio ed il fuso, il Pibe de Oro non ha comunque voluto saltare nessun allenamento (e qui forse c'è un pò d'ironia...) nella sua nuova veste di tecnico, per prendere immediatamente contatto con il gruppo. Come sempre, l'argentino non è rimasto fermo nelle esercitazioni che prevedevano l'utilizzo del pallone. Esercizi aerobici ed allenamento tattico in una sessione di quasi due ore per il primo giorno. Che squadra trova Maradona? Un team a cui si è aggiunto il 29enne attaccante uruguaiano Juan Manuel Olivera del Penarol, scelto proprio da Maradona e che andrà ad occupare uno dei quattro posti riservati a calciatori stranieri. Gli altri sono del 25enne centrocampista cileno Edson Puch, firmato dall'Universidad de Chile prima dell'arrivo di Diego; del confermato difensore dell'Oman, Mohammad Shaiba, e del 29enne centrocampista argentino Mariano Donda, in arrivo dal Godoy Cruz. Un Maradona entusiasta, che già dal Sud America si teneva in contatto con i suoi assistenti a Dubai. Cosa aspettarsi da Diego? Cosa trova Maradona negli Emirati? Dal punto di vista tecnico, per Maradona si tratta della prima, vera avventura come allenatore di club, dopo un periodo come C.T. della Nazionale che, nonostante le dichiarazioni di alcuni giornalisti come Carlos Pasman -- "la peggior nazionale che io abbia mai visto in vita mia -- non è stato proprio da buttare. Il calcio che Diego trova non è così facile come si pensa: le attese sono tante, difficile a volte adattarsi all'ambiente, così diverso da Europa e dal Sud America. Per informazioni chiedere a Fabio Cannavaro o al tecnico David O'Leary, uno dei più promettenti managers inglesi, che ha resistito soltanto otto mesi la scorsa stagione all'Al Ahli. Dal punto di vista dei giocatori, non passano di qui soltanto atleti alla ricerca degli ultimi dollari della carriera, come è stato per i vari Josep Guardiola o Gabriel Batistuta, ma anche giocatori che trovano vantaggiosa la sistemazione pur avendo qualcosa ancora da dire. E' il caso ad esempio di Jose Sand, 2 presenze con l'Argentina, 24 reti nel 2009/10 con l'Al Ain ed ex cannoniere nell'Apertura 2008 e nel Clausura 2009 in patria. Il tanto ambito Grafite guida i 13 stranieri brasiliani (su 33 non asiatici...) presenti nel campionato. Ancora migliore il livello degli allenatori passati per gli Emirati: Valery Lobanovsky, Don Revie, Roy Hogdson, Dick Advocaat, sono tutti stati qui. Insomma, non un campionato da buttare, dove la pressione dei club è tanta, basti pensare che nella scorsa stagione ci sono stati ben 13 esoneri su un campionato a 12 squadre (da questa stagione sono 14...). Quello che sicuramente non mancherà a Diego sarà la passione di media e fans, pronti a seguire tutto quello che il Pibe de Oro farà o dirà, sia in partita che durante la settimana.
venerdì 5 agosto 2011
Emerging Japanese managers in J-League
Anche se gli allenatori stranieri hanno dominato la corsa al titolo della J-League per anni, in questa stagione sono emersi alcuni coaches giapponesi che stanno avendo un grande impatto. Kazushi Kimura, allenatore degli attuali leaders, gli Yokohama F-Marinos, sta raccogliendo successi alla sua seconda stagione da allenatore. Una leggenda del calcio giapponese negli anni '80, Kimura è tornato al suo vecchio club lo scorso anno. Dopo una prima stagione nella quale gli F-Marinos non sono riusciti a porre un termine ai problemi finendo a metà classifica, Kimura ha deciso di cambiare in modo drastico la squadra, rilasciando alcune stars, compresi ex nazionali. Anche se le sue decisioni hanno fatto arrabbiare molti fans, lo stato di forma attuale degli Yokohama F-Marinos prova come Kimura abbia fatto la scelta giusta. Il suo team ha guadagnato 22 punti negli ultimi 8 matches. Anche Naoki Soma ha iniziato la sua carriera da allenatore nella scorsa stagione. Dopo un immediato successo alla guida dell'FC Machida Zelvia, in terza divisione, il 40enne ex nazionale ha firmato con i Kawasaki Frontale, dove aveva speso gli ultimi anni della sua carriera come giocatore. Il gioco offensivo veloce e diretto dei Kawasaki Frontale è considerato uno dei migliori nella J-League e la squadra ha mostrato il potenziale per fare ulteriori miglioramenti sotto il giovane tecnico. Merita credito Yasutoshi Miura, il tecnico dei Giravanz Kitakyushu, seconda divisione. Quando, prima dell'inizio della stagione, ebbe a dichiarare che puntava a fare 56 punti in questa stagione, la maggior parte delle persone lo pensarono troppo ambizioso, dato che il Kitakyushu aveva conquistato soltanto 15 punti nel 2010, vincendo una sola partita. Invece, l'allenatore ha avuto successo nel portare una forte mentalità e disciplina nel suo team. Il Kitakyushu non soltanto si è allontanato dal fondo della classifica ma si trova attualmente in corsa per la promozione con 30 punti conquistati in 19 partite.
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